
La Psicomotricità in acqua è un'altra delle possibilità che si aggiungono al ventaglio di proposte che lo psicomotricista funzionale può effettuare.
Naturalmente può essere utile e divertire bambini di tutte le età, da quella più tenera, con la presenza del genitore in acqua, fino ad arrivare all'età adulta, dove si caratterizza principalmente per la possibilità di sfruttare le proprietà rilassanti dell'ambiente acquatico.
Così come per l'adulto anche per i bambini l'acqua può diventare un potente mediatore soprattutto in quei bambini che faticano durante la giornata a stare fermi e a mantenere una attenzione prolungata. L'esperienza del 'nuotare' non è nuova per il bambino, provetto nuotatore dentro l'utero materno, essa può e deve continuare anche dopo la nascita.
Già dopo il primo mese il bambino che viene sostenuto nella vaschetta mostra di conoscere i movimenti adatti a mantenerlo a galla nell'acqua, mostrando un evidente piacere nel ritrovare il 'suo' ambiente, nel quale ha vissuto e dal quale riceveva ogni tipo di appagamento ai propri bisogni.
Ritrovare l'ambiente acquatico anche al di fuori dell'utero materno, in momenti come quello del bagnetto, in cui si mescolano sensazioni corporee intense ed appaganti, allo scambio con la figura affettiva per eccellenza, permette al bambino di costruire un legame fortissimo di tipo affettivo tra questi elementi.
La zona del cervello in cui restano le sensazioni positive che nella vita tutti proviamo si chiama area limbica, ed è ad essa a cui attingiamo quando pensiamo a sensazioni corporee piacevoli, alle quali associamo poi l'ambiente in cui queste sensazioni sono state provate; proprio in forza di questo processo possiamo attingere durante il lavoro in acqua con lo psicomotricista, che arricchirà le esperienze del bambino favorendo un clima di scambio in una sorta di dialogo tonico tra lo psicomotricista e l'acqua proprio come avviene nei primi mesi di vita tra madre e bambino.
Esperienze di questo tipo favoriscono l'ascolto delle sensazioni tattili che provengono dal nostro corpo, permettendo al bambino ipercinetico di dare ascolto al proprio corpo e di prendere coscienza delle informazioni che da esso giungono.
In bambini con difficoltà di attenzione è solitamente carente la propriocezione, la presa di coscienza,cioè, delle sensazioni che il proprio corpo sperimenta; un atto ritenuto banale come quello respiratorio può invece essere fonte di rilassamento se invece se ne prende coscienza.
Persone con scarsa coordinazione possono trarre beneficio dal lavoro in acqua con lo specialista, il corpo rimane immerso e l'acqua oppone una morbida resistenza, impone una serie di movimenti lenti, ci si può sentire più aggraziati e non esposti alla vista (e al giudizio) degli altri, permettendo di sperimentare movimenti che restituiscano una sensazione di ritmicità, come in una danza acquatica.
Gli stessi benefici possono essere tratti da bambini con problemi di peso, i quali in questo ambiente possono godere della percezione di un peso molto minore, superando l'impaccio e aprendosi a tutte le esperienze.
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