La cultura della corretta alimentazione si impara da piccoli
I bambini e gli adolescenti non vanno lasciati liberi di mangiare come e quanto vogliono perché possono incorrere in errori dannosi per la loro salute anche in futuro. Per questo motivo è fondamentale, nel caso dell'obesità infantile, il ruolo che svolgono i genitori nell'educazione e nelle abitudini alimentari, ed è opportuno che il ragazzo stesso maturi una propria coscienza su ciò che fa bene o male alla sua salute e impari a distinguere comportamenti corretti in tema di alimentazione.
Sicuramente è difficile far amare frutta e verdura ai bambini, convincerli a dosare i dolci e i grassi, invogliarli ad apprezzare la varietà dei cibi ed abituarli a non eccedere nelle quantità, ma è uno sforzo necessario per insegnare loro a non compromettere la propria salute.
Senza ossessionare o punire e senza penalizzare la gola, bisogna aiutarli a capire che cosa è meglio mangiare ed indirizzarli verso un rapporto sano ed equilibrato con il cibo. Non solo, insegnare ai ragazzi a nutrirsi significa anche educarli a volersi bene a cominciare dal rispetto per il proprio corpo.
Non è un percorso facile in quanto, la comunicazione di promozione di comportamenti alimentari corretti si scontra con l'affollamento schiacciante di messaggi pubblicitari indirizzati ai giovani e alle loro famiglie promossi dalla comunicazione commerciale. In particolare, i consumi dei ragazzi fuori casa sono disordinati perché fortemente influenzati dalle suggestioni pubblicitarie e condizionati dalle mode del gruppo dei coetanei.
Abitudini Alimentari
I giovanissimi, sono coloro che mostrano le tendenze evolutive meno "salutari" rispetto al resto della popolazione esaminata.
Dai dati raccolti, in generale, si evidenziano la diminuzione dei consumatori e la rarefazione delle frequenze di consumo per certi prodotti (carni avicole, vegetali e frutta). Alcune di queste tendenze vanno in senso contrario rispetto alle attuali indicazioni dietetiche che suggeriscono alcune porzioni quotidiane di verdura e frutta e la scelta di "carni bianche" rispetto a quelle "rosse".Si registrano, invece, alcune polarizzazioni, cioè intensificazioni delle frequenze di consumo, su prodotti per i quali piuttosto se ne suggerisce un uso più contenuto (carne bovina e alcolici fuori pasto).
Aumenta il numero dei consumatori e diminuiscono le frequenze di consumo per i cereali, i latticini, i salumi e alcune bevande alcoliche tra cui il vino.
In crescita troviamo la carne fresca di maiale, pesce, uova e il consumo di bevande gassate e dolci, oltre all'acqua minerale.
Tra i giovani, gli adolescenti di 14-17 anni mostrano tendenze negative riguardo al consumo di cereali, di frutta e di vegetali, mentre in aumento è la tendenza all'uso di bevande alcoliche.
Altissima è la preferenza per i prodotti fuori pasto e i soft drinks.
Diffondere la cultura della corretta alimentazione non è, comunque, l'unico provvedimento utile per prevenire l'obesità infantile.
Parallelamente, occorre avvicinare i ragazzi all'attività fisica in quanto lo sport praticato regolarmente non solo permette di tonificare la massa muscolare ed esercita un effetto positivo sull'umore e sui livelli di autostima, ma aiuta anche a contrastare l'obesità e, più in generale, svolge un ruolo protettivo per la salute.
Infatti,come visto in precedenza, i bambini e gli adolescenti che non praticano alcuna attività fisica hanno una probabilità maggiore di sviluppare un eccesso ponderale.
Il ruolo delle mamme
I comportamenti alimentari del bambino sono decisamente influenzati dal modello culturale che caratterizza il suo contesto socio-familiare, in modo particolare dallo stile di vita, dalle abitudini alimentari, dal personale rapporto con il cibo che ha la mamma e da come vive il suo ruolo di "nutrice":
1. Uno stile femminile colto e attivo, ad esempio, solitamente tipico di donne che hanno una vita extradomestica impegnativa e debbono investire e organizzare al meglio il loro tempo a casa, è spesso collegato ad un approccio attento e controllato nei confronti dell'alimentazione, frequentemente inserito in un progetto complessivo di benessere e forma fisica.
2. Uno stile femminile conservatore è quello, invece, delle tradizionali "madri di famiglia".
La preparazione dei pasti è vissuta come un preciso dovere ed un modo attraverso il quale esprimere l'amore e l'impegno nei confronti della famiglia.
L'approccio all'alimentazione di questo tipo di donna è semplice e diretto, lontano da preoccupazioni salutistiche: il cibo è nutrimento, nella scelta e preparazione è meglio seguire la tradizione ed è importante far trovare ai familiari un pasto completo, abbondante e di loro gradimento a pranzo e cena.
3. Differente dai precedenti lo stile "giovanile": l'alimentazione è una sfera dominata dal piacere, predomina lo sperimentalismo per cibi nuovi e insoliti consumati spesso al di fuori dell'orario canonico dei pasti, in modo disordinato e affrettato. Le scelte risentono delle suggestioni della pubblicità e del gusto di esplorare condiviso, di solito, con il gruppo degli amici.
Le scelte di mamme così diverse si riflettono, naturalmente, in quello che decidono di mettere a tavola per sé e per i propri figli. La figura della madre come "responsabile acquisti", quella cioè che decide cosa deve mangiare la famiglia, è, dunque, molto importante.
Redazione Mammeonline
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